Cosa vedere a Piazza Pretoria
Sei tappe che raccontano il capolavoro rinascimentale arrivato dalla Toscana e il barocco palermitano che lo circonda.
Fontana Pretoria
Scolpita a Firenze nel 1554 da Francesco Camilliani per il giardino di Don Pedro de Toledo, fu venduta al Senato di Palermo nel 1573 e arrivò smontata in 644 pezzi, ricomposta tra il 1574 e il 1581.
Le 48 Statue
Divinità olimpiche, tritoni, sirene e personificazioni dei fiumi (l'Arno fiorentino divenne l'Oreto palermitano al trasferimento) popolano i tre ordini concentrici della fontana, tra i più ricchi del Rinascimento italiano.
Palazzo delle Aquile
Sede del Comune di Palermo, prende il nome dalle aquile agli angoli del cornicione. La statua di Santa Rosalia e l'orologio furono aggiunti nei restauri ottocenteschi guidati da Giuseppe Damiani Almeyda dopo il terremoto del 1823.
Chiesa di Santa Caterina
Sul fianco ovest della fontana, capolavoro del tardo Cinquecento con interni barocchi in marmi policromi tra i più sontuosi della città.
Palazzo Bonocore e Palazzo Bordonaro
I due palazzi baronali che completano il perimetro della piazza, testimonianza dell'architettura nobiliare palermitana tra Cinquecento e Settecento.
La Scalinata dei Leoni
Sul quarto lato della piazza, una scalinata fiancheggiata da due leoni in marmo grigio di Billiemi, scolpiti da Domenico Costantino nel 1877, scende verso via Maqueda.
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Un tour guidato del centro storico ti aiuta a decifrare i significati nascosti delle 48 statue — meglio prenotare in anticipo nei mesi di alta stagione.
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